Il 10 giugno del 1940 era una giornata nuvolosa. Erano tempi che non avevamo voglia di niente. Andammo alla spiaggia lo stesso, al mattino, io e un mio amico che si chiamava Jerry Ostero. Si sapeva che al pomeriggio avrebbe parlato Mussolini, ma non era chiaro se si sarebbe entrati in guerra o no. Ai bagni quasi tutti gli ombrelloni erano chiusi; passeggiammo sulla riva scambiandoci supposizioni e opinioni, con frasi lasciate a mezzo, e lunghe pause di silenzio.
Venne un po' di sole e andammo in moscone, noi due con una ragazza biondastra, dal lungo collo, che avrebbe dovuto flirtare con Ostero, ma che di fatto non flirtava. La ragazza era di sentimenti fascisti, e talvolta opponeva ai nostri discorsi un sussiego pigro, appena scandalizzato, come a opinioni che neanche valesse la pena confutare. [...] Noi quel mattino in moscone continuammo a dire quanto sarebbe stato bello se non si entrava in guerra, in modo da restare tranquilli a fare i bagni.
ITALO CALVINO L'entrata in guerra, 1954
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