sabato 27 giugno 2009

Principessa,

I tuoi occhi sono perle rare,

bagnate ora da una lacrima che sfugge

rigandoti una guancia,

forse per convincermi

che sia stato il destino

a sedurre la tua vita,

mentre invece giocava

d’ingannevole fantasia.



E io vorrei davvero

che i tuoi incantevoli occhi

possano trovare un giorno

non inganni ma la più vera lealtà.



Franco




domenica 21 giugno 2009




Il mio amico Oscar...



Il mio amico Oscar è uno di quei principi senza regno che si danno un gran da fare nella speranza di essere baciati e potersi trasformare in rospi. Capisce tutto al contrario e per questo mi piace tanto. Mi osserva pensando che io non lo veda. Crede che potrei svanire se mi tocca e che, se non lo fa, a svanire sarà lui. Mi ha messo su un piedistallo così alto che non sa più come fare per salirci sopra. Pensa che le mie labbra siano le porte del paradiso, ma non sa che sono avvelenate. Io sono così vigliacca che, per non perderlo, non glielo dico. Fingo di non vederlo e, sì, anche di poter svanire...

Il mio amico Oscar è uno di quei principi che farebbero bene a tenersi lontani dalle fiabe e dalle principesse che le

abitano. Non sa che è il principe azzurro a dover baciare la bella addormentata per svegliarla dal suo sonno eterno, ma questo succede perché Oscar ignora che tutte le fiabe sono menzogne, anche se non tutte le menzogne sono fiabe. I principi non sono azzurri e le addormentate, per quanto belle, non si risvegliano mai dal loro sonno. È il miglior amico che abbia mai avuto e, se un giorno mi imbatterò in Merlino, lo ringrazierò per avermelo fatto incrociare sulla mia strada.



Da "Marina" di Carlos Luiz Zafon






sabato 20 giugno 2009



Baci incandescenti

donano le tue labbra salate

e scorrono le dita

sulla pelle arrossata dall'estate.

Rivoli di sudore

solcano i segni di sale

e lussuriosi pensieri

trasmettono le membra arrossate,

ai nostri sensi nascosti.



Franco



sabato 13 giugno 2009




Tu la mia fedele compagna

tu la mia seduttrice.

Amo il tuo abbraccio

amo il tuo dolce sguardo

e mai fuggirò dalle tue carezze.

Mi incateni, mi inebri di sensualità,

il profumo della tua pelle

gradevolmente mi intossica

e tu sadica godi nel ferirmi

ma son dolci ferite.



Franco




martedì 9 giugno 2009




Marina - Carlos Luiz Zafon



Marina è l'ultimo libro di Carlos Ruiz Zafon pubblicato in Italia (ma precedente all'ombra del vento) e l'autore nella sua prefazione (cosa inusuale) si lamenta del fatto che questo suo romanzo non sia stato mai considerato per quello che lui intendeva. Purtroppo certi editori pur di vendere un libro, fanno delle campagne presentando dei romanzi pensando sopratutto alle vendite, non considerando che il lettore attento sa distinguere da se.

Marina ad una lettura superficiale si presenta come un romanzo fantastico, quasi horror, con una storia lineare, piacevole e semplice. Ad una lettura più attenta troveremo tra le pagine di questo splendido libro mille spunti, mille emozioni che ci portano a meditare.

Marina parla di amicizia, parla dell'amore nei suoi diversi aspetti, Marina parla di dolore, ma sopratutto Marina parla della Morte.

La morte, un argomento non facile da trattare, ma Zafon usando come pretesto una storia fantastica, assurda, lo affronta in maniera esemplare.

La morte vista da diversi punti di vista. Si parla di chi ha paura di morire e per evitare che ciò si verifichi è disposto ad usare dei mezzi, che gli donerebbero una vita fittizia, trasformandolo in un mostro.

Si parla della paura che la morte porti via qualcuno che si ama e , nonostante gli orribili risultati che abbiamo visto provocare, l'amore ci spinge ad usare quegli stessi mezzi. 

Zafon parla anche della malattia che porta inevitabilmente alla morte e di come viene affrontata, spesso anche con spirito positivo, da chi ne soffre.

Non so se sia così, ma da come ci racconta tutto questo, Zafon deve aver attinto da sue esperienze personali.

Marina è un libro che va letto con lo stesso spirito che ha portato Zafon a scriverlo, e in questo caso ce lo porteremo sempre nel cuore.



F.L.






sabato 6 giugno 2009




Sono qui a cogliere i tuoi fremiti

e ad amarti senza parole.

Adesso ci unisce

il palpito del cuore

e in terre lontane,

terre solo nostre,

s’intrecciano

le nostre mani e i nostri corpi.

per non far scordare

e urlare al mondo

che siamo unici e vivi.



Franco





©2007-2009 Prophotog4 by DeviantArt

lunedì 1 giugno 2009



Da "  Il gioco dell'angelo"   di C.R. Zafon












Clicca per ascoltare il brano  Letter from Isabella




Caro David,

a volte mi sembra di avere iniziato a scriverle questa lettera tanti anni fa e di non essere stata ancora capace di finirla. È passato molto tempo da quando l'ho vista per l'ultima volta, sono successe molte cose terribili e meschine, eppure non c'è giorno in cui non mi ricordi di lei e non mi chieda dov'è, se ha trovato pace, se sta scrivendo, se è diventato un vecchio brontolone, se è innamorato

o se si ricorda di noi, della piccola libreria di Sempere e Figli e della peggior assistente che abbia mai avuto.

Temo che lei se ne sia andato senza avermi insegnato a scrivere e non so nemmeno da dove iniziare a mettere in parole tutto quel-lo che vorrei dirle. Mi piacerebbe che sapesse che sono stata felice, che grazie a lei ho trovato un uomo che ho amato e che mi ha amato, e che insieme abbiamo avuto un figlio, Daniel, a cui parlo sempre di lei e che ha dato un senso alla mia vita che nemmeno tutti i libri del mondo potrebbero neanche cominciare a spiegare.

Nessuno lo sa, però a volte torno ancora su quel molo dal quale l'ho vista partire per sempre e mi siedo un po', da sola, ad aspetta-re, come se credessi che lei sta per tornare. Se lo facesse, vedrebbe che, nonostante tutto quello che è successo, la libreria è ancora aperta, il terreno su cui sorgeva la casa della torre è ancora abban-donato, tutte le menzogne dette su di lei sono state dimenticate e in queste strade ci sono tante persone con l'anima talmente mac-chiata di sangue che non osano più ricordare e quando lo fanno mentono a se stesse, perché non possono nemmeno guardarsi allo specchio. In libreria continuiamo a vendere i suoi libri, ma di nascosto, perché adesso sono stati dichiarati immorali e il paese si è riempito di gente desiderosa di distruggere e bruciare libri piuttosto che di leggerli. Sono brutti tempi e spesso credo che se ne avvicinino di peggiori.

Mio marito e i dottori credono di ingannarmi, ma io so che mi resta poco tempo. So che morirò presto e che quando lei riceverà questa lettera io non ci sarò più. Per questo volevo scriverle, per farle sapere che non ho paura, che il mio unico dispiacere è lasciare un uomo buono che mi ha dato la sua vita e il mio Daniel soli in un mondo che ogni giorno mi sembra più simile a come lei diceva che fosse, e non a come io volevo credere che potesse essere.

Volevo scriverle perché sapesse che, nonostante tutto, ho vissuto e sono grata per il tempo che ho trascorso qui, grata di averla conosciuta e di essere stata sua amica. Volevo scriverle perché mi piacerebbe che mi ricordasse e che, un giorno, se lei ha qualcuno come io ho il mio piccolo Daniel, gli parlasse di me e con le sue parole mi facesse vivere per sempre.

Le vuole bene



Isabella