giovedì 29 dicembre 2005



Oki era l'unico viaggiatore in quel vagone. Sprofondato nel sedile, guardava distratto la poltrona sull'altro lato, che continuava a girare su se stessa. Non che girasse sempre nella medesima direzione o con la medesima velocità. Accelerava, rallentava, si arrestava di tanto in tanto e a volte rimaneva completamente immobile per qualche minuto, poi riprendeva a girare nella direzione opposta. Guardando la poltrona che girava da sola nel vagone deserto, Oki sentiva affiorare la solitudine stagnante in fondo al suo cuore, dove continuavano a fluttuare pensieri incerti.
Era il ventinove dicembre. L'anno stava per finire. Oki aveva preso il treno perché voleva sentire il suono delle campane a Kyoto, nell'ultima notte dell'anno.


YASUNARI KAWABATA
Bellezza e tristezza, 1965


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