venerdì 23 dicembre 2005



Lo ammetto, mi vestii un po' più in fretta del solito quella nevosa, ventosa, gelida notte. Era il 23 di dicembre, 197,.., e sospetto che anche altri membri del club avessero fatto lo stesso. Si sa che non è facile trovare un taxi a New York nelle serate di mal tempo, così ne prenotai uno per telefono. Erano le cinque e mezzo e io lo prenotai per le otto... mia moglie inarcò un sopracciglio ma non disse niente. Alle otto meno un quarto, ero sul portone del condominio della Cinquantottesima Strada East, dove Ellen e io abitavamo dal 1946, e quando il taxi fu in ritardo di cinque minuti, mi ritrovai a passeggiare su e giù nervosamente.
Il taxi arrivò alle otto e dieci ed io vi salii, troppo contento di sfuggire al vento per trattare l'autista come avrebbe probabilmente meritato. [...]
Il vento aveva soffiato per tutto il giorno, e ora nevicava di nuovo, fiocchi sottili all'inizio, poi falde che turbinavano roteando davanti a noi. Tornando a casa quella sera, avrei pensato alla combinazione della neve, di un taxi e di New York City con un disagio molto maggiore... ma allora naturalmente non lo sapevo.


STEPHEN KING
Una storia d'inverno, 1982




 

1 commento:

  1. Non dico che ho letto tutti i libri di stephen king...ma abbastanza.Non ho mai trovato uno scrittore così bravo a lasciare il lettore col fiato sospeso fino alla fine.ciao

    RispondiElimina