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giovedì 31 luglio 2008

postato da Franco61 alle ore 21:03

venerdì, 28 ottobre 2005



JOVANOTTI CI RICASCA!!!





Analogie, ispirazioni.. o copiature?



Oggi meditavo sul fatto che ormai non si riesce più ad essere originali...

Il ritornello di una canzone nuova di Jovanotti mi ha fatto tornare alla mente un libro....

Jovanotti canta:



forse fa male eppure mi va

di stare collegato

di vivere di un fiato

di stendermi sopra al burrone

di guardare giù

la vertigine non è

paura di cadere

ma voglia di volare



Nel 1984 Milan Kundera scriveva "L'insostenibile leggerezza dell'essere" dove c'è il seguente passo:



"Chi tende continuamente  "verso l'alto" deve aspettarsi prima o poi d'essere colto dalla vertigine. Che cos'è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura".




E ADESSO.....








venerdì 27 ottobre 2006



Mi fa piacere che questo sia accaduto a Cagliari...



25/10/2006

L’ENPA: “A CAGLIARI IL PRIMO ARRESTO IN ITALIA SECONDO LA NUOVA LEGGE SUI MALTRATTAMENTI AGLI ANIMALI” - - L’Enpa rende noto il primo arresto per maltrattamenti agli animali che si verifica in Italia. È avvenuto ieri in provincia di Cagliari, dove A.S., che aveva aggredito un cucciolo sbattendolo ripetutamente contro un muro, è stato accusato di furto aggravato, maltrattamento e peculato. I Carabinieri di Pirri (Cagliari) hanno indagato sulla vicenda e hanno fermato un ingegnere della zona che, per danneggiare un vicino con cui aveva continui contrasti, ha preso il suo cane, Travanera, un cucciolo meticcio, e l’ha ripetutamente lanciato contro un muro in presenza di testimoni. L’Enpa si è costituita parte civile nel procedimento che verrà intentato all’autore del gesto di incredibile ferocia. Ma segnala come un dato fondamentale l’arresto dell’uomo, il primo nel nostro Paese nei confronti di una persona che si sarebbe resa colpevole di un reato contro un animale.

“È un cambiamento importante nelle coscienze degli italiani”, ha dichiarato Emanuele Deiana, coordinatore regionale Enpa Sardegna. “Per troppo tempo fare del male a un animale non è stato considerato un crimine, ma questa vicenda potrebbe essere un precedente per l’Italia, ancora molto indietro nella tutela degli animali; esiste una legge contro i maltrattamenti, la 189/2004, ma non è mai stata applicata in modo sufficientemente severo, anche quando le vittime avevano subito atti di evidente crudeltà”.

Il proprietario di Travanera, sotto choc per la perdita della sua piccola amica, ha denunciato l’aguzzino del suo cane, assistito anche dagli altri condomini che avevano assistito impotenti alla scena di violenza. La cucciola è arrivata al pronto soccorso veterinario in condizioni disperate, con la colonna vertebrale spezzata in più punti; nessun intervento avrebbe potuto salvarla ed è stato necessario sopprimerla.

L’Enpa continuerà a dare ogni sostegno possibile alle Forze dell’Ordine perché possano essere perseguite le persone che arrecano sofferenza agli animali. In questo caso, è particolarmente significativo il fatto che i Carabinieri abbiano ritenuto “socialmente pericoloso” il soggetto arrestato, riuscendo a dare prova di aver capito quello che da tempo la Protezione Animali cerca di dimostrare: che un uomo che non si fa scrupoli a colpire animali indifesi è una minaccia anche per gli uomini e come tale deve essere trattato. (25 ottobre)

domenica 22 ottobre 2006



Ma secondo voi, in amore è meglio dichiararsi, esposrsi completamente o, come dice lo sconsolato Blake nei suoi versi, basta un sospiro...

In amore non esistono regole....




BUONA DOMENICA!









Non cercar mai di dirmi del tuo amore,



un amore che mai può esser detto;



per il vento gentile che si agita



silenzioso, invisibile.



Io dissi il mio amore, io dissi il mio amore,



io le aprii tutto il mio cuore;



tremante, freddo, in una terribile paura.



Ah! Ella se ne va.



Ed ella da me si dipartì:



un viaggiatore venne,



silenzioso, invisibile



e la prese con un sospiro.






 

William Blacke

giovedì 12 ottobre 2006




La gelosia.



Esistono vari modi di essere gelosi, ma quello che descrive Puskin in questa sua poesia (stupendamente tradotta da Tommaso Landolfi) è davvero singolare: una donna gelosa degli amori precedenti del suo amato.

Qualcuno di voi ha mai sofferto di gelosia "postuma"?


 



Quando tra le mie braccia

io chiudo la tua snella vita,

ed i teneri accenti dell'amore

ti prodigo nell'estasi,

tacita, dalle mie mani serrate

la flessibile vita liberando,

tu mi rispondi, cara amica,

con un sorriso diffidente;

tu, scrupolosamente rammentando

di biechi tradimenti e leggende,

disattenta, impartecipe,

mi ascolti tristemente...

Maledico le perfide intraprese

della mia giovinezza rea

e dei fissati convegni le attese

nei giardini, nelle silenti notti.

L'amoroso sussurro maledico,

dei versi il misterioso canto,

le carezze delle fidenti vergini,

ed il tardo rimbrotto e il loro pianto.

 





Aleksandor Puskin







giovedì 28 settembre 2006




Che cosa è l'amore?



Questa è la domanda che pongo a tutti quelli che leggono questo post.

Sono curioso di leggere le vostre definizioni.

Io non riesco a definire l'amore, di solito a questa domanda si risponde elencando una serie di cose che sono però le conseguenze dell'amore.

Secondo me l'amore non ha definizione, sta dentro e ci cambia (in meglio) sappiamo che c'è ma non sappiamo effettivamente cosa è.



In questo sonetto Felix Lope De Vega da la sua risposta elencando, secondo me, le conseguenze dell'amore.




BUON AMORE A TUTTI!






Si, credetemi, amore è tutto questo.



Abbandonarsi, ardire, esser furioso,

tenero, aspro, liberale, schivo,

animoso, accasciato, morto, vivo,

leale, infido, vile, coraggioso;



non trovar fuor del bene agio e riposo,

mostrarsi altero, mite, egro, giulivo,

stizzito, pusillanime, aggressivo,

soddisfatto, adontato, sospettoso;



voltar le spalle al chiaro disinganno,

bere veleno per liquore grato,

scordarsi del profitto, amare il danno;



creder che un cielo è in un inferno entrato,

dar l'anima e la vita ad un disinganno:

quest'è amore: lo sa chi l'ha provato.





Felix Lope de Vega









venerdì 2 giugno 2006


La stupidità umana non ha limiti.
Ieri mi trovavo esattamente nel punto dove è partito l'incendio che poi ha praticamente incenerito
buona parte del parco di Molrntargius (a Cagliari).





Visto che tutto è iniziato dal ciglio della strada, si è capito subito che tutto è stato causato da un "intelligentone" che passando in auto ha lanciato una
sigaretta (o qualche altra cosa di acceso) . Poi maestrale e canne secche hanno fatto il resto.
Risultato: traffico in tilt, case evaquate (compresa una casa di riposo) e sopratutto danni ambientali, visto che il parco di Molentargius in questo periodo è pieno di fenicotteri per la deposizione delle uova (uno dei pochi posti in Europa dove accade...)



domenica 7 maggio 2006





VECCHIO POETTO

Questa foto riporta il Poetto, che sarebbe la spiaggia di Cagliari, con ancora i suoi "casotti" che erano
delle costruzioni in legno che rendevano la prima parte della spiaggia  caratteristica e multicolore.
Usufruivano di queste costruzioni le famiglie che , non potendosi permettere altre vacanze estive, pagavano una concessione al demanio e in questo modo avevano la possibilità di passare le vacanze nella spiaggia della città, avendo un comodo punto di appoggio per i figli e per loro stessi.
Un'altra funzione dei casotti, non prevista, era quella di mantenimento della sabbia dopo che le varie modifiche alla costa, porti, moli, canali, ecc. ne stavano (e stanno)  provocando la graduale scomparsa.
Queste costruzioni nel 1986 sono state abbatute grazie all'ennesima brillante idea di un politico.
Dopo pochi anni dallo scempio , ci si accorse che la sabbia spariva  in maniera sempre più veloce, ed ecco un'altra brillante idea dell'ennesimo politico... ripascimento.

pre ripascimento
dopo ripascimento

Ripascimento daccordo, però scegli la sabbia giusta e prima studia un sistema di contenimento...
Risultato: la sabbia bianca sparita e ora al suo posto un qualcosa (non sabbia) color grigio topo che per giunta viene gradualmente rosicchiato pure lui dal mare...



BUONA DOMENICA!!!

lunedì 1 maggio 2006

IL SESSO AI TEMPI DI ULISSE

Questa intestazione bizzarra è il titolo di un paragrafo di un libretto scritto da Jacopo Fo.
Il libro che ha un titolo altrettanto bizzarro è "Lo zen e l'arte di scopare".
Queste righe le ho trovate interessenti e con delle considerazioni molto giuste, secondo me.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, mi sembra uno spunto non male per una discussione.



Noi siamo abituati a considerare la nostra situazione 
passionale come propria del genere umano in tutte le epoche,
ma non è assolutamente così. L'amore romantico è una
cosa moderna come la lavastoviglie e il telefono.
Nell'Iliade e nell'Odissea, ad esempio, non troviamo
una sola parola dell'amore come innamoramento.
Troviamo la seduzione, il tradimento, il desiderio,
ma non c'è "l'amore romantico".
Penelope è una donna fedele in modo eroico al suo Ulisse,
ma non è innamorata cotta: è diverso. Penelope è fedele,
perché è questo il suo ruolo sociale di moglie, il suo onore.
Così come Ettore va alla morte per seguire il suo
senso dell'onore.
Le società primitive non hanno nessuna considerazione
dell'individuo come singolo, con i suoi dubbi,
le sue emozioni, le sue lacerazioni.
Perché l'umanità inizi a narrare di uomini e donne che
agiscono sotto la spinta dei loro impulsi personali,
dobbiamo aspettare Shakespeare che inventa l'amore
romantico tra Romeo e Giulietta e canta il loro sentimento
che rende meraviglioso il canto degli uccelli.
Non voglio dire che prima di allora nessuno si fosse
innamorato, voglio dire che l'innamoramento era sconosciuto
come "luogo culturale" all'interno della società,
così come oggi resta sconosciuto l'interludio tra il
colpo di fulmine e la crisi sentimentale.
Gran parte delle nostre difficoltà nelle convivenze
amorose derivano dal fatto che si tratta di un problema nuovo,
del quale i nostri avi non si sono mai seriamente occupati.
Questo problema non esisteva proprio, nel passato, in quanto
la funzione del matrimonio non è mai stata, assolutamente,
quella della ricerca e della crescita del piacere reciproco.
Lo scopo del matrimonio era economico e sociale, la vita di
coppia era il primo livello dell'organizzazione del lavoro.
L'uomo si specializzò nella produzione di beni, la donna si
specializzò nella produzione di servizi. In questo modo
l'umanità aumentò enormemente la sua efficienza produttiva.
La questione del piacere nella vita di coppia è la figlia
postbellica del tempo libero, delle 8 ore lavorative,
della meccanizzazione del lavoro e dei week-end.
Quando la gente lavorava 12 ore al giorno e faceva tutto
con la forza muscolare, la sera era così stanca che
l'unico piacere era mangiare e dormire. Al massimo una sveltina.
Non c'erano proprio né tempo né energie per chiedersi
se quello era amore vero. L'idea del divorzio era una cosa da ricchi.
Solo recentemente si è sviluppata l'idea di
"cercare qualcuno col quale vivere felici".
Beh... cosa ci impedisce di trovare una soluzione?
Sostanzialmente niente, se il vostro rapporto crescerà
e ve la spasserete non ci sarà nessuna Inquisizione che
vi perseguiterà, né vi accuseranno di stregoneria.
Al massimo vi invidieranno.


venerdì 28 ottobre 2005

Analogie, ispirazioni.. o copiature?

Oggi meditavo sul fatto che ormai non si riesce più ad essere originali...
Il ritornello di una canzone nuova di Jovanotti mi ha fatto tornare alla mente un libro....
Jovanotti canta:

forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è
paura di cadere
ma voglia di volare

Nel 1984 Milan Kundera scriveva "L'insostenibile leggerezza dell'essere" dove c'è il seguente passo:

"Chi tende continuamente  "verso l'alto" deve aspettarsi prima o poi d'essere colto dalla vertigine. Che cos'è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura".


mercoledì 14 settembre 2005

Sfogo di un libraio

Io lavoro in una libreria e in questo periodo abbiamo il culmine del lavoro in quanto iniziano le scuole e noi, essendo proprio davanti ad un liceo, portiamo anche i testi scolastici.
Il libro è uno dei prodotti con il più basso margine di guadagno, anche perchè per tenere testa alla concorrenza di centri commerciali, vendite per corrispondenza e altre diavolerie inventate ultimamente dal governo (che per giunta sono state causa delle perdita del lavoro di molte persone del nostro campo...), bisogna portare testi particolari che non si trovano nelle grandi distribuzioni e accontentare i clienti che fanno delle richieste. Tutto questo comporta spese postali (ultimamente molto alte), ma si riesce a soddisfare un certo tipo di clientala.
Il testo scolastico ha margini quasi inesistenti e se rimangono libri sulla gobba l'editore accetta delle rese cambiandoti i libri con testi praticamente invendibili.... Quindi per lo scolastico si punta più nella quantità e nel cercare di fare il meno reso possibile (con i professori che cambiano i libri presenti nei verbali di adozione è veramente un'impresa...)
Detto questo, telefonata ricevuta oggi.....
"Scusi, quest'anno prevedete degli sconti sui testi scolastici acquistati da docenti universitari......"
??????????
Mi sono trattenuto perchè credo di essere una persona educata.
Se si potevano fare degli sconti forse li facevamo a famiglie numerose o bisognose....... che comunque non hanno il pudore di chiederlo....
Finito lo sfogo

Franco





mercoledì 31 agosto 2005

Considerazioni...
Sento molto spesso chi si lamenta di opere d'arte di artisti italiani che però sono esposte in musei stranieri...
Avete mai provato a contare quanti capitelli egiziani ci sono nella sola Roma?




venerdì 19 agosto 2005

Questa l'ho trovata oggi nella mia e-mail


Mi sembra carina e ve la propongo




C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e


un asino. Decisero di viaggiare, di lavorare e di


conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il


loro asino.


Arrivati nel primo paese, la gente


commentava: "guardate quel ragazzo quanto è


maleducato...lui sull'asino e i poveri genitori, già


anziani, che lo tirano" Allora la moglie disse a suo


marito: "non permettiamo che la gente parli male di


nostro figlio." Il marito lo fece scendere e salì


sull'asino.


 


Arrivati al secondo paese, la gente


mormorava: "guardate che svergognato quel


tipo...lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino


l'asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa."


Allora, presero la decisione di far salire la moglie,


mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare


l'asino.


 


Arrivati al terzo paese, la gente


commentava: "pover'uomo! dopo aver lavorato tutto


il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino. e


povero figlio. chissà cosa gli spetta, con una madre


del genere! Allora si misero d'accordo e decisero di


sedersi tutti e tre sull'asino per cominciare


nuovamente il pellegrinaggio.


 


Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva


la gente del paese: sono delle bestie, più bestie


dell'asino che li porta. gli spaccheranno la schiena!


alla fine, decisero di scendere tutti e camminare


insieme all'asino. ma, passando per il paese


seguente, non potevano credere a ciò che le voci


dicevano ridendo: guarda quei tre idioti;


camminano, anche se hanno un asino che potrebbe


portarli!


 


Conclusione: ti criticheranno sempre, parleranno


male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al


quale tu possa andare bene come sei.


 


quindi: vivi come credi. fai cosa ti dice il cuore...ciò


che vuoi...una vita è un'opera di teatro che non ha


prove iniziali.


quindi: canta, ridi, balla, ama...e vivi intensamente


ogni momento della tua vita...prima che cali il


sipario e l'opera finisca senza applausi.


(Charlie Chaplin)

venerdì 5 agosto 2005

Ero a Roma  1l 24 aprile, il giorno dell’insediamento del nuovo Papa, Benedetto XVI. E non a caso ero lì proprio quel giorno, non in pellegrinaggio, ma per essere nella città che amo (dopo la mia Cagliari) in occasione di un avvenimento di portata mondiale.


In piazza San Pietro e via della Conciliazione , si potevano incontrare persone di tutti i tipi e mi sorprendevano gruppi di ragazzi che facevano trasparire una fede totale per la Chiesa.


Io credo che come ognuno di noi nasca con un carattere diverso, anche il riuscire ad avere una totale devozione o fede per una religione (qualsiasi essa sia) dipenda dalla predisposizione.


A me piace informarmi sulle cose e quindi leggo, leggo parecchio. Leggo anche delle cose che non condivido, per poterle confrontare, e leggendo mi accorgo (ma non è una novità) che la storia è come i telegiornali o i quotidiani. Ci fanno conoscere principalmente le cose che fanno comodo.


Quando vado a Roma mi piace vedere le cose e i posti di cui ho letto e quel fine settimana di fine aprile sono andato a fare un salto a Campo dei Fiori.


Questa piazza di Roma cose da raccontare ne ha tante, ma,  per stare in argomento religioso, quella che salta subito all’occhio è la storia che ci riporta in mente la statua di Giordano Bruno.


Spesso ci si chiede se esiste un integralismo cattolico. Di sicuro è esistito e Giordano Bruno ne fu una vittima.. In quel periodo  la chiesa era così potente che poteva giudicare chi esprimeva delle idee contrarie alla stessa.  I colpiti erano sempre dei filosofi e intellettuali che riuscivano a vedere oltre quello che la chiesa voleva che si vedesse. E quando non si poteva ribattere, si distruggevano le opere, si scomunicava e si mandava al rogo.


Il rogo, la sorte che è spettata anche a Giordano Bruno, messo ad ardere proprio a Campo dei Fiori dove ora c’è la sua statua.


Giovanni Paolo II, 400 anni dopo, ha espresso tutto il suo dolore per la condanna a morte di Giordano Bruno.  A Roma però c’è anche una grande Parrocchia dedicata a San Roberto Bellarmino, colui che ordinò la condanna del filosofo.


Io credo che la chiesa, oltre le scuse e il dolore, diventerebbe più credibile eliminando dall’indice dei santi personaggi come il cardinal Bellarmino.


Franco





La statua Di Giordano Bruno a Campo dei Fiori

mercoledì 3 agosto 2005

Danneggiata la statua del Nettuno
in piazza della Signoria a Firenze



Alle 3.30 di stamani, tre giovani hanno tentato la scalata del "Biancone", come da sempre i fiorentini chiamano la statua per via del bianco del suo marmo. Solo uno dei tre vi è riuscito, ma l'"impresa" ha causato vari danni. La mano destra si è staccata e la caduta ha provocato anche la rottura in tre pezzi del bastone tenuto in pugno da Nettuno e la scheggiatura della conchiglia alla base della statua.
(fonte Repubblica.it)


Della serie: LA STUPIDITA' NON CONOSCE LIMITI

mercoledì 20 luglio 2005

Parroco non celebra la messa funebre

"La signora conviveva: è peccato"


CATANZARO - Aveva scelto di convivere con un uomo

separato. Per questo, una volta morta, il parroco si è rifiutato di celebrare la messa funebre in suo onore. L'episodio si è verificato ieri a Marcellinara, un piccolo comune di 2200 abitanti in provincia di Catanzaro.



"Ho rispettato le norme ecclesiastiche: chi è convivente è un peccatore pubblico e quindi non ho celebrato la messa perché la signora non viveva da cristiana l'unione matrimoniale", ha dichiarato don Giuseppe Mazzotta, parroco della chiesa di Maria Santissima Assunta.


Fonte "Repubblica.it"

martedì 19 luglio 2005

Questione morale?



Ieri sera seguivo la trasmissione di RAI 3 "Chi l'ha visto?".

Oltre ai casi delle persone scomparse, si parla anche dei vari misteri italiani che rimangono irrisolti (ma che forse si vuole apposta che rimangano irrisolti).

Un servizio parlava di Emanuela Orlandi e della banda della Magliana e una cosa davvero mi ha lasciato di stucco.

In una sontuosa basilica di Roma, quella di S. Appolinaire, c'e sepolto (assieme a vari cardinali) Enrico De Petis, uno dei capi della banda della Magliana (morto ammazzato), e accreditato di vari omicidi....

Bene (anzi, male), il suo corpo è sepolto in quella chiesa perchè è considerato un "benefattore", e il Vaticano non da altre motivazioni ???

Allora dove sta questa questione morale tanto pubblicizzata in occasione degli ultimi referendum?

.... senza parole.....







Interno della chiesa

lunedì 11 luglio 2005

Papa, Vaticano, Laicismo



Leggendo ho trovato un'intervista rilasciata da Dino Buzzati prima che morisse.

Ve ne propongo un pezzetto che possa servire come spunto per delle osservazioni e opinioni.



«Se è scaduto il sentimento religioso in Italia lo si deve al temporalismo della Chiesa e ai relativi errori che ne conseguono». E ricordando Pio XII e gli avvenimenti della seconda guerra mondiale denunciava «che se il papa sapeva quello che stava succedendo ad Auschwitz e a Buchenwald, egli doveva levare la voce in una definitiva condanna, rischiando qualsiasi cosa: anche che lo fucilassero e con lui tutti i cardinali. Anche che bruciassero il Vaticano. Avrebbe salvato la Chiesa e avremmo creduto tutti. Se così non è stato, è segno che è intervenuto l'opportunismo, il problema preminente del "sussistere". E certe cadute dello spirito si pagano».