venerdì 12 agosto 2005

Freddy continuava a ricapitolare i pochi fatti concreti rimasti nella sua memoria. Era uscito per salutare... era a capo scoperto sotto il sole... era tornato in casa... era sabato 12 agosto... in casa non c'era nessuno... e poi Freddy faceva la solita strada per andare in albergo... era stanco e accaldato. Si era messo a letto. Il direttore era venuto in camera sua a chiedergli come stava... l'ambasciata aveva chiesto sue notizie. «Quale ambasciata» disse Freddy dal suo guanciale «che cosa intende dire?»


MURIEL SPARK

La porta di Mandelbaum, 1965


giovedì 11 agosto 2005

Si si
Charles Bukowski




quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra

quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo

ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.




Faceva già caldo, i pochi alberi rimasti sulla piazza, avevano il fogliame bruciato dal sole e dal fumo dei treni e facevano ben poca ombra. Ma io pensavo solo ai camioncini e non mi importava del caldo. Dopo una mezz'ora, Jacqueline mi disse che aveva sete e avrebbe bevuto volentieri una gazzosa, il tempo c'era. Le dissi di andare a prenderla da sola, non dovevo lasciarmi sfuggire gli operai; lei ci rinunciò e comprò due gelati. Li mangiammo in fretta: ci colavano tra le dita, erano troppo dolci e ci fecero venire ancora più sete. Era l'11 agosto.


MARGUERITE DURAS

Il marinaio di Gibilterra, 1952





mercoledì 10 agosto 2005

Un ricordo...

28 AGOSTO 1988


Il 28 agosto 1988 nella base americana di Ramstein (Germania), si verificò il più tragico incidente aereo occorso durante uno spettacolo di acrobazia, della storia aeronautica. Nel disastro perirono 67 spettatori per la grande maggioranza tedeschi (di cui 51 quel giorno e 16 successivamente) e 3 Piloti delle Frecce Tricolori (più 3 addetti militari americani mai confermati in via ufficiale). Il Ten. Col. Ivo Nutarelli (n.10 della formazione), il Ten. Col. Mario Naldini (n.1) e il Cap. Giorgio Alessio (n.2), si scontrarono in volo durante la difficile esecuzione della figura detta del "Cardioide" (chiamata così perchè disegna un cuore) e l'aereo del "Solista" (n.10 Nutarelli) precipitò in fiamme tra gli spettatori.



Mi è venuto in mente di riportare questo ricordo mentre stavo rovistando delle mie vecchie foto e ho ritrovato questa, che ho scattato nel luglio del 1988 e ritrae il n° 10 delle frecce tricolori, Ivo Nutarelli.

Era una manifestazione che a Cagliari aveva richiamato un mare di persone.

Le frcce tricolori nella nostra spiaggia, una cosa molto suggestiva. Tutti col naso in sù a guardare le evoluzioni, a due passi dalla riva, sopra le nostre teste.

Nessuna paura, sono troppo bravi, la possibilità di un errore non passava per la testa a nessuno.

Nessuno poteva immaginare quello che sarebbe sucesso un mese dopo...

Grazie Ten. Col. Nutarelli dello spettacolo che ci hai permesso di seguire, grazie a te e anche ai due tuoi compagni che persero la vita con te,
il Ten. Col. Mario Naldini e il Cap. Giorgio Alessio.





Il Ten. Col. IVO NUTARELLI solista delle frecce tricolori nel 1988





Sei così bella
Juan Ramon  Jimenez




sei così bella

tu, come il morbido prato dietro l'arcobaleno

nel meriggio silenzioso d'acqua e sole,

come l'increspamento della primavera

di fronte al sole dell'aurora

come l'avena fine del serraglio

di fronte al sole del tramonto dell'estate

come i tuoi occhi verdi col mio sorriso rosso

come il mio cuore profondo col tuo amore vivo



Successe il dieci di agosto. Per San Lorenzo il cielo è pieno di stelle cadenti, ne contai tredici tornando a casa. Trovai la porta chiusa, e io bussai. Poi bussai di nuovo, con più forza, perché la luce era accesa. Lei mi aprì e restò sulla porta, ma io la scostai con un braccio. Parto domani, disse, la persona che aspettavo è tornata. Sorrideva come se mi ringraziasse, e chissà perché pensai che pensava al mio canto. In fondo alla stanza una figura si mosse. Era un uomo anziano e si stava vestendo. Che cosa vuole?, le chiese in quella lingua che io ora capivo. E ubriaco, disse lei, una volta faceva il baleniere ma ha lasciato l'arpione per la viola, durante la tua assenza mi ha fatto da servo. Mandalo via, disse lui senza guardarmi.

C'era un riflesso chiaro sulla baia di Porto Pim. Percorsi il golfo come se fosse un sogno, quando ci si trova subito all'altra estremità del paesaggio.


ANTONIO TABUCCHI
Donna di Porto Pim. Una storia, 1983



martedì 9 agosto 2005




Saggio è colui che si contenta dello spettacolo del mondo.

Fernando Pessoa