Lascio per la strada
le mie parole,
e le ritrovo intatte
ogni giorno.
Il vento invano
cerca di spazzarle via,
ma le parole sono pietre
e rimarranno sempre li,
a raccontare la vita mia.
Franco - aprile 2010

Lascio per la strada
le mie parole,
e le ritrovo intatte
ogni giorno.
Il vento invano
cerca di spazzarle via,
ma le parole sono pietre
e rimarranno sempre li,
a raccontare la vita mia.
Franco - aprile 2010

Caos casalingo

©2011 Franco Limbardi
L'altra notte,
con un cielo senza luna,
sono andato a rubare
zaffiri alle stelle.
Ad un tratto ho rivisto i tuoi occhi,
li ho riconosciuti dal bagliore
e me ne sono appropriato,
come ho fatto con le stelle
ma questo l'ho rinchiuso
in un angolo del mio cuore
per portarlo con me
per sempre.
Franco - aprile 2010

Vorrei trovare le parole
per spiegare quello che ho dentro,
sfiorarle con le dita
per sentirne la consistenza,
vederle volare in alto
con la speranza che arrivino a qualcuno.
Vorrei trovare le parole
per trasformare i sogni in realtà,
e le fugaci visioni in durevoli verità.
Vorrei trovare le parole
per tutto questo,
e presto le troverò.
Franco - Novembre 2009

"Legami indissolunili" by Franco Limbardi 2011
E’ stato bello
volare con te
fino alle nuvole,
guardarti negli occhi
e vedere il mio volto.
Le braccia aperte
protese nel volo
riempito dal suono
dei nostri cuori
in un battito solo.
E’ stato bello
volare con te.
Franco - ottobre 2009

Quando siamo per strada, indaffarati per lavoro, sovrappensiero per tante cose, prestiamo poca attenzione alle persone che ci passano vicino, ognuna di queste persone ha sicuramente una sua storia, brutta o bella che sia, ma a noi distratti sembrano tutte uguali.
Ieri però la mia attenzione è stata catturata da una coppia di ragazzi, lei era non vedente e lui la teneva stretta per mano, avvisandola di volta in volta degli ostacoli che incontrava: scalini, pali, persone, ma a parte questo era una coppia normale di ragazzi innamorati.
La cosa che però mi ha colpito di più è stato quando si sono fermati e si sono abbracciati, lei aveva il volto verso la mia direzione, aveva gli occhi chiusi e un viso di una serenità immensa, quella di una persona cosciente di avere al suo fianco qualcuno che l'avrebbe protetta per sempre.
Questa piccola grande cosa nel trambusto della città mi ha dato la conferma che se stiamo un poco più attenti a quello che ci succede attorno, e non solo a quello che ci vogliono far vedere, possiamo davvero scoprire che il mondo non è poi così male.

Quelle parole mai dette
le custodisco dentro me
a rosicchiare il cuore,
e penso che questo mondo
è davvero strano,
se addirittura può far male
pronunciare, a volte,
la parola amore.
Franco - settembre 2009

Foglie come sogni che volano via
sogni come foglie che cadono dal cielo
Foglie che riscaldano la grigia atmosfera
Foglie d’Autunno colorate come farfalle
che danzano nel vento
coprendo i ricordi di colori.
Franco

©2009 by Franco Limbardi

Vita
Non capisco perché mi trovo in un posto sconosciuto, e come mai non riesco a ricordare come ci sono arrivato.
Il posto è molto bello, una grande spiaggia selvaggia dove sembra che non ci abbia messo piede mai nessuno.
Non ricordo cosa facevo ieri, è una situazione che mi angoscia.
Cosa faccio?
L'unica cosa che mi viene in mente è camminare, forse incontrò altre persone che sapranno spiegarmi dove sono.
La spiaggia è più grande di quello che sembrava, cammino già da un'ora e mi sembra di essere fermo sempre allo stesso punto.
Fermo! Un riflesso lontano, un bagliore.
Allungo il passo.
Ecco, mi avvicino e finalmente riesco a scorgere qualcosa, sembra una figura umana.
Mi avvicino ancora.
E' una bambina!
Una bambina vestita di bianco, coi capelli biondi trattenuti da un fermaglio di metallo lucido, che rifletteva la luce di un sole stranamente luminoso, e scriveva su un quaderno, forse un diario, ma sembrava un libro con una copertina importante.
La bambina nonostante la mia presenza non alzò la testa e continuò a scrivere.
“Ciao, cosa fai qui?” chiesi
“Scrivo, per te” mi rispose “e ho quasi finito”
“Scrivi per me?” dissi sorpreso.
“Si” disse alzando gli occhi azzurri “ e ora ho finito, adesso puoi leggerlo e quando lo finirai puoi salire là” e mi indicò qualcosa verso il mare.
Un veliero, ma come mai non l'avevo visto prima?
Si avvicinava lentamente verso riva, era enorme e tutto bianco.
“Tieni” disse la bambina porgendomi il libro.
Lo presi tra le mani, sembrava un libro vecchio, con la copertina consumata, ma dove si leggeva bene il titolo:
IL MIO NOME!
Ma come è possibile? Cosa sta succedendo?
“Leggilo” disse la bimba sorridendo.
Incominciai a leggere e tutto quello che c'era scritto era per me familiare, era la mia storia.
Riuscivo a leggere velocemente perché conoscevo quello che raccontava, e tutte le scene le rivivevo come dei flashback.
Arrivai velocemente alla fine, ed era l'unica parte che non ricordavo...
Richiusi il libro ancora più angosciato.
La bimba mi guardava e sorrideva.
Poi sentii una voce che urlava il mio nome. La voce veniva dal veliero che ormai si era avvicinato alla spiaggia.
“Ora devi andare, ti aspettano” disse la bambina.
Ormai non mi usciva una sillaba di bocca e l'unica cosa sensata che in quel momento potessi fare era andare verso il veliero.
Prima di salire mi girai verso la bimba.
“Come ti chiami?”
Mi sorrise ancora e rispose: “Vita!”
Una volta a bordo mi resi subito conto che il veliero era pieno di altre persone: uomini e donne, dai diversi lineamenti e colore della pelle.
Una cosa pero' avevano in comune tra di loro e con me.
Tutti avevamo in mano un libro con il rispettivo nome sulla copertina.
©Franco Limbardi

Poeta forse no,
non lo sono,
perché i poeti son scrittori,
scrittori che un Dio volle matti.
Al massimo scrivo speranze
e da ottimista convinto
aspetto...
solo una semplice parola.
Franco
Il nostro incontro
Affonderò
nel tuo corpo
avvolto dal profumo
della tua pelle,
e insieme
scaleremo le cime
del piacere supremo
incatenando la passione,
e spento il primo incendio
ancora inebriati
dalla grandiosità
del magico momento,
continueremo a toccare il cielo.
Franco - 12 giugno 2007

Chissà come andrà la mia vita,
chissà come andrà la tua vita.
Una briciola non è nulla,
molte briciole appesantiscono il cuore.
Io non avrò mai rimpianti
per poterti di nuovo sfiorare,
magari sulla spiaggia
scaldata dal sole di maggio.
E vorrei sapere di te
e poi ritrovare me.
Franco

Presi per mano percorriamo
l'irto sentiero della vita,
della nostra vita.
Capita che mi fermo a pensare,
e tu ti siedi più avanti,
ad aspettarmi.
Capita anche che tu rallenti
o cambi strada,
ma non torno indietro a cercarti,
mi siedo anche io,
senza fretta,
ad aspettarti.
Franco

Lascio per la strada
le mie parole,
e le ritrovo intatte
ogni giorno.
Il vento invano
cerca di spazzarle via,
ma le parole sono pietre
e rimarranno sempre li,
a raccontare la vita mia.
Franco

L'altra notte,
con un cielo senza luna,
sono andato a rubare
zaffiri alle stelle.
Ad un tratto ho rivisto i tuoi occhi,
li ho riconosciuti dal bagliore
e me ne sono appropriato,
come ho fatto con le stelle
ma questo l'ho rinchiuso
in un angolo del mio cuore
per portarlo con me
per sempre.
Franco

Dolce è la melodia
che cantano i tuoi occhi,
dolci le parole
che escono dal tuo cuore.
Tu cerchi speranze,
le cerco anche io
e le urlo al mare.
Prova ad ascoltare il vento
sentirai la mia voce.
Franco

Sei sempre presente
nelle notti
piene di sogni
che svaniscono all'alba.
Sei un segno indelebile
nel racconto
ancora da scrivere
della mia vita.
Franco

Tu sei sempre l'allegria,
Tu sei il vento
che spazza la tristezza.
Tu sei l'acqua trasparente
che accarezza la sabbia
dolcemente.
Tu sei sempre il sole,
come quello che splende oggi,
di primavera.
Tu illumini ogni sera
e la notte
accompagni i miei sogni.
Tu sei...
Tu sei sempre.
Franco
