domenica 31 agosto 2008




Dolce alba

la luce dei tuoi occhi

il tepore del tuo corpo.

Dolce alba

Il sapore dei tuoi baci

la dolcezza delle tue carezze

Dolce alba

il tuo respiro

Dolce alba

il tuo sorriso



Franco



giovedì 28 agosto 2008



Buongiorno, con un tramonto  sul golfo di Cagliari





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venerdì 22 agosto 2008




Ti porterò su un'isola deserta

Li potrai aprire il tuo cuore

e mostrarmene i colori.

Ti cullerò con il mio sorriso

e con la bocca assaporerò

i frutti del tuo corpo.

E mentre le stelle invidiose ci spieranno

ti lascerò dissetare

alla fonte degli infiniti desideri.



Franco






©2007-2008 artemis-sometra

lunedì 18 agosto 2008




Vorrei baciarti nella bocca

cosi da sentire il tuo profumo,

il tuo sapore, il tuo desiderio.



Vorrei averti,

per unirmi ogni secondo a te

Affinché l’amore si compia

In tutte le sue forme.



Vorrei ascoltare,

Il tuo dolce cuore

e fondermi insieme a te

cosi da formare

un solo piccolo fiore.



Franco



sabato 9 agosto 2008




Le tue dita mi graffiano

mi catturano

Il tuo profumo mi travolge.

Scivolo dentro te

Come il sangue nelle vene

fino a sfiorarti l'anima

e nel godere mi perdo

riscoprendo l'amore



Franco



sabato 2 agosto 2008




Lascia che ti sfiori.

Permetti alla mia bocca

di andare dove desideri.

Sarò come il vento

su un campo di grano,

una brezza leggera

sulla tua pelle.

Scivolerò dolcemente

tra le fessure segrete

per far salire lento

tutto il tuo piacere.



Franco



giovedì 31 luglio 2008

postato da Franco61 alle ore 21:03

venerdì, 28 ottobre 2005



JOVANOTTI CI RICASCA!!!





Analogie, ispirazioni.. o copiature?



Oggi meditavo sul fatto che ormai non si riesce più ad essere originali...

Il ritornello di una canzone nuova di Jovanotti mi ha fatto tornare alla mente un libro....

Jovanotti canta:



forse fa male eppure mi va

di stare collegato

di vivere di un fiato

di stendermi sopra al burrone

di guardare giù

la vertigine non è

paura di cadere

ma voglia di volare



Nel 1984 Milan Kundera scriveva "L'insostenibile leggerezza dell'essere" dove c'è il seguente passo:



"Chi tende continuamente  "verso l'alto" deve aspettarsi prima o poi d'essere colto dalla vertigine. Che cos'è la vertigine? Paura di cadere? Ma allora perché ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera? La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura".




E ADESSO.....