Esistono vari modi di essere gelosi, ma quello che descrive Puskin in questa sua poesia (stupendamente tradotta da Tommaso Landolfi) è davvero singolare: una donna gelosa degli amori precedenti del suo amato.
Qualcuno di voi ha mai sofferto di gelosia "postuma"?
Quando tra le mie braccia
io chiudo la tua snella vita,
ed i teneri accenti dell'amore
ti prodigo nell'estasi,
tacita, dalle mie mani serrate
la flessibile vita liberando,
tu mi rispondi, cara amica,
con un sorriso diffidente;
tu, scrupolosamente rammentando
di biechi tradimenti e leggende,
disattenta, impartecipe,
mi ascolti tristemente...
Maledico le perfide intraprese
della mia giovinezza rea
e dei fissati convegni le attese
nei giardini, nelle silenti notti.
L'amoroso sussurro maledico,
dei versi il misterioso canto,
le carezze delle fidenti vergini,
ed il tardo rimbrotto e il loro pianto.
Aleksandor Puskin





