giovedì 12 ottobre 2006




La gelosia.



Esistono vari modi di essere gelosi, ma quello che descrive Puskin in questa sua poesia (stupendamente tradotta da Tommaso Landolfi) è davvero singolare: una donna gelosa degli amori precedenti del suo amato.

Qualcuno di voi ha mai sofferto di gelosia "postuma"?


 



Quando tra le mie braccia

io chiudo la tua snella vita,

ed i teneri accenti dell'amore

ti prodigo nell'estasi,

tacita, dalle mie mani serrate

la flessibile vita liberando,

tu mi rispondi, cara amica,

con un sorriso diffidente;

tu, scrupolosamente rammentando

di biechi tradimenti e leggende,

disattenta, impartecipe,

mi ascolti tristemente...

Maledico le perfide intraprese

della mia giovinezza rea

e dei fissati convegni le attese

nei giardini, nelle silenti notti.

L'amoroso sussurro maledico,

dei versi il misterioso canto,

le carezze delle fidenti vergini,

ed il tardo rimbrotto e il loro pianto.

 





Aleksandor Puskin







mercoledì 11 ottobre 2006




Ora posso solo desiderarti,

andare oltre è pericoloso,

potrei perderti per sempre.

Invece custodisco con cura,

come un gioiello prezioso,

quel tuo sospiro

che per una notte è stato mio.


 



Franco








lunedì 9 ottobre 2006








Circondato da taglienti sguardi ostili,



isolato dal resto della folla,



imprigionato dalla pioggia battente.



Cammino nella notte, regina spietata,



che governa la mia anima.









Franco











Come può essere ch'io non sia più mio?

O Dio, o Dio, o Dio!

Chi m'ha tolto a me stesso,

ch'a me fusse più presso

o più di me potesse, che poss'io?

O Dio, o Dio, o Dio!

Come mi passa el core

chi non par che mi tocchi?

Che cosa è questo, Amore,

ch'al core entra per gli occhi,

per poco spazio dentro par che cresca,

e s'avvien che trabocchi?





Michelangelo Buonarrotti, Rime







domenica 8 ottobre 2006

 


Labbra scarlatte


sulla mia pelle, si saziano


ad ogni respiro



Franco


sabato 7 ottobre 2006

 



Dove sei, dove sei?


 


A ornar la tua finestra


Un ramo di rose il mattino m’offerse.


Ma in un labirinto, di vicolo in viale


Invano ho rincorso il tuo davanzale.


E in un labirinto mi sono smarrito


In questo mattino di maggio fiorito.


Dove sei, dove sei tu?


Svolte e giravolte, io non ne posso più.


 


Antonio Machado


 



venerdì 6 ottobre 2006




Amiamoci,

immersi nel mare,

vestiti dal chiarore della luna,

graffiati dalla sabbia,

e con l'onda che scappa

e che poi torna.



Amiamoci

col vento che piano

ci sfiora,

e poi urlando

svela a tutti

chi siamo.




 


Franco