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domenica 29 giugno 2014

Beato te che puoi leggere tutti i libri

In questo piccolo eBook ho raccolto una serie di situazioni (vere o presunte) che si possono verificare all'interno di una cartolibreria. 
Spero che vi possa strappare qualche sorriso.

Beato te che puoi leggere tutti i libri

Beato te che puoi leggere tutti i libri - EBook
Autore: Franco Limbardi
Anno: 2014
Editore: Libro Aperto International Publishing
Collana: Tiny Books
Genere: Manualistica

Descizione
Cosa combinano i lettori – veri o presunti – all’interno di una libreria? Questo manuale presenta una carrellata di simpatiche situazioni, alcune reali altre verosimili, raccontate con ironia da un libraio dotato di una pazienza infinita.

lunedì 24 febbraio 2014

Ci amiamo da morire


Letizia Musu riesce sempre a strapparmi dei sorrisi (cosa difficile ed è proprio per questo che esistono pochi scrittori umoristici puri)  e in questo suo piccolo lavoro, ancora di più dei suoi precedenti "Aspettando il principe azzurro, nonostante la calzamaglia aderente" e "Prof, posso andare in bagno. Adolescenti allo sbaraglio". Con un linguaggio fresco e battute spesso fulminanti, l'autrice ci fa trascorrere una mezz'ora di umorismo d'autore narrandoci le dispute amorose/sentimentali dell'essere umano, partendo da Adamo ed Eva e arrivvando ai giorni nostri, dove le conseguenze che quel morso ad una mela continuano a farsi sentire.

Autore: Maria Letizia Musu
Anno: 2014
Editore: LIbro Aperto International Publishing
Collana: Tiny Books
Genere: Manualistica




mercoledì 22 maggio 2013

Intervista a Maria Letizia Musu

Maria Letizia Musu è nata a Cagliari ma vive a Quartu Sant’Elena. È sposata, madre di due figli e laureata in Materie Letterarie. È insegnante di Lettere. In questa intervista ci parla di lei in quanto scrittrice e del suo ultimo romanzo.


Ciao Letizia, prima di parlare del tuoi lavori perché non ci racconti come è iniziata la tua passione per la scrittura e quando hai pensato di voler condividere questa passione con le altre persone e quindi di provare a pubblicare qualcosa.
La mia passione per la scrittura ha origine tra i banchi di scuola, tempi in cui riempivo quaderni e quaderni di racconti dei genere più vari, dalla fantascienza, al giallo fino al rosa. Poi ho continuato, questa volta scrivendo al computer, ma sempre per me stessa, per il piacere di creare storie e far vivere i personaggi che abitavano nella mia fantasia. Poi è arrivato internet (ho una certa età!) e da lì la possibilità di condividere i miei racconti nei primi e antidiluviani forum di scrittura. Poi, mi pare circa 6 anni fa, la decisione di avventurarmi nel mondo della pubblicazione.
Sei mamma e insegni, è complicato conciliare questo con il mestiere di scrittore?
Abbastanza, nel senso che il tempo libero è poco e lo devi comunque strappare con la forza, rinunciando ad altro che vorresti fare per non dover trascurare i figli. Riguardo all’insegnamento, è certamente una professione che ti dà più tempo libero rispetto ad altre.
Hai scritto due romanzi, entrambi umoristici. Hai mai pensato di cimentarti su altri generi o credi (di essere capace solo nel far…) che tu sia capace solo a far sorridere i lettori? Cosa non da poco direi.
In verità me lo chiedo pure io da un po’. Ho pure provato a cimentarmi in altro, ma finiva sempre che quello che scrivevo diventava qualcosa di umoristico. Non escludo però in futuro di poter tentare altri generi.
Ma la gente ha ancora voglia di ridere, visto il periodo che stiamo attraversando?
Spero di sì, proprio visto i tempi. Ridere (è stato dimostrato) ha effetti benefici sull’organismo, è un forte collante sociale e pare che faccia pure vivere più a lungo. E poi è gratis, almeno fino a quando lo stato non troverà il modo di tassare pure questo.
Passiamo al tuo ultimo romanzo, “Non mettetemi fretta”, edito da Libro Aperto Edizioni. Quando e come nata l’idea di questa storia?
L’idea ha origini lontane, anche precedenti al primo romanzo. Con Non mettetemi fretta ho voluto scrivere una storia che da tempo mi frullava per la testa, con una trama abbastanza complessa (molto più di quella del mio primo romanzo) e che parlasse di coraggio. Il coraggio della vita di tutti i giorni, quello dei veri eroi, senza super poteri, ma solo gente normale che dimostra il suo coraggio e il suo eroismo semplicemente affrontando le piccole e grandi difficoltà che la vita porta con sé.
Prima Dario e adesso Guido, sicuramente avrai sentito questa domanda mille volte. Perché sempre uomini come protagonisti, forse perché siamo più comici delle donne?
Vorrei dare una spiegazione scientifica o filosofica al tuo quesito, magari con risvolti sociologici o antropologici, ma non ci riesco e la semplice verità è proprio questa: trovo gli uomini decisamente più comici, più “ridicolizzabili”, ma forse c’è pure dell’altro.
I personaggi che frequentano le tue storie assomigliano a qualcuno che hai incontrato?
Sì, diversi di loro, in realtà. Magari non nella loro interezza ma per certi particolari o aspetti del carattere, sì.
Entrambi i tuoi romanzi sono ambientati nella tua città natale. C’è un motivo particolare?
Al contrario di quello che pensava Salgari a questo proposito, sono convinta che si debba parlare di ciò che si conosce, innanzitutto per essere più credibili, per non dire inesattezze. Certamente ci si potrebbe informare al punto da non commettere errori, facendo ricerche, ecc. Ma deve esserci la necessità, mentre per le miei storie andava più che bene un’ambientazione nella mia città natale.
Tra i personaggi delle tue storie c’è qualcuno che ti assomiglia?
No, non mi pare, forse mi sono spalmata qua e là, ma sarebbe arduo dire che ce n’è uno che mi somiglia di più.
So che oltre ai due romanzi hai anche un altro tuo lavoro che sta riscuotendo un discreto successo, parlacene un po’.
Sono contenta di questa domanda perché mi dà l’occasione di parlare di un lavoro che mi sta davvero a cuore. Si tratta di un manualetto solo in formato digitale che affronta l’argomento del Principe Azzurro, o meglio di quel che rimane di lui una volta tolto il mantello e la calzamaglia. Dai riscontri dei lettori che l’hanno commentato, devo dire che viene apprezzato abbastanza; si tratta di una lettura piacevole e divertente, con un linguaggio colloquiale, sotto forma di trattazione scherzosa dell’argomento “mito del Principe Azzurro”. Un lavoro totalmente diverso dal romanza, ma altrettanto gratificante.
Hai trovato difficoltà nel proporre i tuoi lavori agli editori?
Se ti riferisci all’editoria non a pagamento devo ammettere che non è semplice, ma penso che sia la strada migliore. Forse non la più facile o la più veloce, ma certamente la migliore. Ovviamente dipende tutto dalle intenzioni di chi scrive, ma penso che ad un certo punto sia fondamentale confrontarsi con se stessi onestamente. Pubblicare a pagamento non può essere “l’arrivo” di uno scrittore, al limite una strada presa per sbaglio o un inizio. Per quanto possano essere onesti quelli che ti propongono una pubblicazione con contributo, niente può essere paragonato alla soddisfazione di trovare un editore che crede davvero in te e che è disposto ad investire economicamente nella tua opera. Probabilmente sono stata fortunata a trovare la Libro Aperto Edizioni e certamente non sono più brava di tanti altri esordienti che cercano un editore per i loro lavori, ma una cosa è certa: sono convinta di avere preso la strada migliore ed è valsa la pena attendere.
Parlaci un po’ del tuo editore.
Non ho molta esperienza, la Libro Aperto Edizioni è la seconda casa editrice con cui mi sono trovata ad operare, ma devo dire che sono soddisfattissima da tutti i punti di vista. Si tratta di una giovane e dinamica CE, che crede davvero nel lavoro che fa, nella qualità del prodotto e nella quale lavorano persone eccezionali e professionali, oltretutto sempre disponibili. Spero vivamente di avere iniziato una collaborazione che duri il più a lungo possibile e che porti soddisfazione ad entrambe le parti.
Cosa ne pensi dell’ebook e che potenzialità può avere.
Credo abbia ottime potenzialità. Vedo l’ebook come una strada parallela al libro cartaceo, che ha certamente i suoi vantaggi e le sue convenienze, non ultima quella di avere un costo contenuto.
Per finire, chi volesse acquistare il tuo romanzo cosa deve fare?
Ovviamente può essere acquistato, sia in formato cartaceo che in digitale, dal sito della CE. Inoltre nelle principali librerie online (Amazon, ibs, ultima books, unilibro, InMondadori, La Feltrinelli ).
Fisicamente è possibile trovarlo nelle librerie riportate nell’elenco presente nel sito dell’editore

http://www.libroapertoedizioni.it

Scheda del libro:
Non mettetemi fretta
Autore: Maria Letizia Musu
Anno: 2013
Editore: Libro Aperto Edizioni
Collana: Light Books
Genere: Narrativa umoristica
Pagine: 220
Illustratore: Giovanni Panìco
ISBN: 9788897818427
Prezzo Libro: 14,50 €
Prezzo ebook: 3,99 €



Descrizione
Non mettetemi fretta è una storia divertente e spesso surreale, che parla di Guido, quarantenne sposato.
Da quando era ragazzino, Guido ha sempre avuto un sogno: essere un supereroe e trascorrere la sua esistenza salvando il mondo. Però c’è un problema, perché Guido è pigro, pieno di fobie, terrorizzato dal suocero, dalla possibilità di diventare padre e da altro ancora.
Tra situazioni comiche e surreali, scene al limite dell’assurdo e riflessioni serie e profonde, Guido finirà per affrontare tutte le sue paure.
Si troverà coinvolto in situazioni più grandi di lui, pericolose per la sua stessa vita, nonché per quella di chi gli sta accanto.
Affronterà tutto, neanche lui sapendo bene come, con notevole auto ironia e un bel po’ di fortuna.

lunedì 24 gennaio 2011


L'ANTIFURTO



2:00 di notte, L'allarme della mia macchina ha iniziato a suonare.

Che fare? Avrò lasciato aperto il finestrino?

Fuori impazza la bufera, piove e la temperatura si approssima ai zero gradi.

Tra un poco smette e riprendo a dormire.

Non smette.

Sento una finestra del palazzo difronte sollevarsi rumorosamente.

“A zozzo e fai tacere il tuo barattolo!!!”

Barattolo? La mia macchina? Speriamo che non abbia sentito altrimenti si offende e domani si rifiuta di mettere in moto.

Ecco.... ha smesso finalmente e anche la serranda dell'energumeno si è abbassata.

2:30 Nooooo ha ripreso a suonare.

Mi scopro di scatto per alzarmi e vengo abbracciato dal freddo pungente della stanza (riscaldamento spento per risparmiare).

Metto il giubbotto sopra il pigiama, prendo le chiavi della macchina e di corsa esco di casa, mentre la mia macchina continua ad ululare.

Arrivo nel cortile mentre si alza nuovamente la serranda dell'energumeno.

“A zozzo!!! Domani devo andare a lavorareeee, se non la spegni entro subito, scendo e ti lego il pon pon della ciccia attorno al collooooo”

No, non mi può rovinare la ciccia regalata dalla mia fidanzata.

Punto deciso il telecomando verso la macchina.... e nulla!!! anzi sembra che urli ancora di più!!!!

Batterie scariche... cazzo! Che faccio?

L'auto urla e si alza un'altra serranda.

“A frocioooooooo, devo dormireeeeeeeeee”

Do un colpo sul cofano... leggero e naturalmente non c'è nessun calo di suono che diventa insostenibile anche per me.

“Dagli una martellataaaaaaaaaaa, anzi se continua scendo io a dargliela e darne una pure a te!”

Che fare che fare che fare..... Le doppie chiavi!

Volo per andare a prendere il telecomando di riserva maledicendo il progresso che ha permesso di abolire le vecchie e care chiavi che in questi casi funzionavano alla grande.

Faccio velocissimamente le scale per arrivare al secondo piano dove si trova il mio appartamento.

Nooooooooo la porta si è chiusa e io non ho preso le chiavi. Accidenti, ma che giorno (anzi notte) è oggi che va tutto storto?

Che fare che fare che fare.....

Devo tornare in cortile e decidere come affrontare il problema per risolverlo.

Rieccomi in cortile, le finestre con le serrande alzate si sono moltiplicate ed in ognuna c'è affacciato un energumeno che mi minaccia le cose più atroci se non riesco a far tacere l'automobile.

Notavo oltretutto che gli energumeni affacciati, chi con in mano un coltello, chi un cappio, chi un martello, sembrano tutti uguali.

Incomincio ad avere le visioni.

Ok affrontiamo il problema, devo aprire in qualche modo la macchina e farla tacere. Senza chiavi ormai non posso che spaccare il cristallo dello sportello. Ma come?

Per un attimo la sfortuna mi abbandona e vedo un bel mattone che fa giusto al mio caso. Raccolto il mattone mi appresto a colpire lo sportello... una, due, tre, quattro volte... Nulla!

Lo lancio! Mi allontano di un paio di passi e vai!

Centrato! Centrato si, ma il mattone rimbalza e come una scena che seguo al rallentatore, guardo il mattone che volteggia e che dolcemente (per modo di dire) va a schiantarsi sul cofano del suv parcheggiato a fianco.

“A Strazozzo hai centrato la mia macchinaaaaaaaa, ti strozzooooo”

Scappo, non posso fare altro. Gli energumeni sono spariti dalle finestre e non credo siano andati a dormire...

Si si scappo. Incomincio a correre, correre il più veloce possibile, ma dietro sento urla, insulti. Saranno dieci, cento, tutti uguali, l'energumeno all'ennesima potenza.

Corro, ma loro sono più veloci, e tra un po mi raggiungeranno.

Intanto nonostante sia sempre più lontano, il suono dell'allarme lo sento sempre più forte, sempre più forte...... “Marcooooooooooo, ma non la senti la sveglia?????”

Oddio! E' lunedì